Crollo di un muro, grave un operaio, indagati i figli del sindaco di Aci Sant’Antonio

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Di Vincenzo Barbagallo 23-03-2012

Il sostituto procuratore Vincenzo Serpotta ha confermato che i figli del sindaco sono stati iscritti nel registro degli indagati e ipotizza i reati di lesioni colpose gravi conseguenti all’inosservanza di norme antinfortunistiche e di abusivismo edilizio. Il più grave dei feriti, un uomo di 58 anni, è ricoverato da ieri nell’ospedale «Cannizzaro» di Catania in prognosi riservata per il crollo, avvenuto nei giorni scorsi ad Aci Sant’Antonio, nel Catanese, di un muro tra un’abitazione privata e l’ex cinema “Bella”. Il sindaco di Aci Sant’Antonio Pippo Cutuli ha dichiarato l’estraneità ai fatti contestati ai propri figli e ha ribadito l’impegno della sua Amministrazione alla lotta all’abusivismo.

Dall’altra parte gli organi inquirenti assicurano che lo stabile, in cui erano in corso i lavori di consolidamento, è intestato a tre persone due delle quali i figli del sindaco santantonese.

Intanto nella bufera sollevata da questo caso emergono le statistiche degli infortuni sul lavoro indennizzati realizzata dall’INAIL, cioè di quei lavoratori che lavorano con tutte le autorizzazioni nei cantieri regolari. Flessione del 9,3% rispetto all’anno precedente, confermando le riduzioni già avvenute negli anni passati. Anche la relativa incidenza degli infortuni totali rispetto al numero di occupati si è ridotta, passando da 35,9 nel 2009 a 32,8 nel 2010 per 1.000 occupati. Restano nell’ombra tutti quei casi che vivono nell’illegalità tra operai non in regola e cantieri privi di autorizzazioni. Caso simile a quello accaduto ad Aci Sant’Antonio, almeno a sentire l’ipotesi dell’accusa della Procura della Repubblica di Catania.

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